in forno a sinistra


il blog di chi non necessariamente sa cucinare, ma gli piace farlo in buona compagnia
 

contrasti

Sono fighetta, mi tocca ammetterlo. Ah, no, le fighette dicono radical chic. Sono radical chic, lo dico.
Mi piacciono le cose che appagano la vista.
La sera apparecchio la tavola con cura [che ne dite di fare una raccolta di foto delle nostre tavole?] anche quando decido di mangiarmi solo le unghie.
Beh, tempo fa ho comprato delle fondine color melanzana perchè sai come ci sta bene dentro il passato di verdura?
Bene, stasera sono cromaticamente esaltata perchè sì, il passato di verdura nei piatti violacci ci sta bene, ma la vellutata di 3 patate gialle, una carota e un porro ci sta davvero daddio..
cucinato da UnaStranaStrega il 06/11/2009 | commenti (4)
ingredienti: carote, patate, minestre, porro


 

avanzi-amo

Innanzi tutto mi siete mancati anche se quella che non c'era ero io.
Poi rieccomi con le mie solite vecchie abitudini: NON SI BUTTA VIA NIENTE.

Che poi mica sempre è tristezza, perchè metti che ti siano avanzate due patate che già hanno l'aria di aver iniziato la loro mutazione genetica, che io una volta il patagranchio posso anche reggerlo ma due no, e allora ci fai gli gnocchi.

[Belli, gli gnocchi, con tutta quella pazienza che chiedono le patate nel mostrare la reazione alla farina. E mica gli puoi fare fretta, no, loro si prendono i loro tempi e se non li assecondi rischi il pataccone. Belli, gli gnocchi, ma non mi ci fidanzerei]

E poi hai anche un avanzo di funghi trifolati. Cioè, io ce l'avevo, ma suppongo si possano fare anche nuovi: il fungo va da solo mentre tu ascolti con le dita le patate fondersi con la farina.

E persino un avanzo di besciamella ed una cucchiaiata nella trifola ci sta proprio bene. Quindi se non ti è avanzata la puoi fare mentre aspetti che la palla di gnocco, finalmente della consistenza giusta, riposi un poco prima di farla a tocchetti [la nonna diceva almeno mezzora].

Il resto è gnocchi con funghi, ovviamente. E San Giovese.
No, non sempre l'avanzo è triste.

cucinato da UnaStranaStrega il 06/10/2009 | commenti (3)
ingredienti: funghi, patate, gnocchi


 

La bistecchiera elettrica

È perfetta anche per le patate, se tagliate finifini.

Lo so che eravate in pensiero..
cucinato da UnaStranaStrega il 08/05/2009 | commenti (1)
ingredienti: patate


 

caldo-freddo

sì, faceva caldo, vero, a napoli era caldo, a teramo anche, a pescara pure, tranne stanotte sull’appennino, chè alle duecirca c’eran sei gradi, e il benzinaio non voleva saperne di uscire, te lo fai da te il gasolio…peggio per te amico, così invece che fare il pieno il freddo mi costringerà a fare ventitrentaeuri e basta, chè a fare il pieno mi congelo…

e così oggi un po’ di quel freddo mi è rimasto, e poi le stelle tremolanti sulla montagna potevano anche annunciare una giornata di sole, ma non è così…e così…

così…risotto alle patate e guanciale…

nel pomeriggio uggioso faccio bollire le patate (due) le pelo e le spezzetto…

mando avanti un brodo di prezzemolo e cipolla…

poi faccio soffriggere mezza cipolla e il guanciale…

faccio brillare una tazza di riso…

poi allungo col brodo e poco dopo aggiungo le patate…

metto anche qualche ago di rosmarino…

aspetto i quattordici minuti del carnaroli mescolando e pensando…

salo fino al punto…

alla fine manteco solo col parmigiano (senza burro che le patate già addensano abbastanza di suo)

cucinato da Carvalho il 18/04/2009 | commenti
ingredienti: patate, guanciale


 

la ricetta del brasato

il brasato ha avuto quattro sere impegnate di fila. una con quindici amici autoinvitati che si sono autogestiti una festa a casa sua, portando una quantità di alcool imbarazzante e restando lì fino alla strage delle bottiglie. e già il brasato ne è stato felice ma ne ha patito le conseguenze. la sera dopo è uscito a cenagreca, si è divertito, ha mangiato e chiacchierato, ha ascoltato storie senza riuscire a starci dietro, e ovviamente ha finito la sera alle due e mezzo, completamente brasato. la terza sera doveva essere di recupero, e invece è finita a bere una bottiglia e mezzo di bianco in due, non facendo troppo tardi ma brasandosi di brutto. da quel momento però il brasato era in ottima compagnia di un chilo e mezzo di scamone, annegato nel barolo con tre chiodi di garofano, un pezzetto di cannella e quattro foglie di alloro. il brasato guardava il quasibrasato con invidia, così a mollo nella marinata, nel suo angolo fresco di cucina, pronto per dormire il sonno dell'ultima notte. al mattino il brasato aveva un mal di testa ridondante, preoccupato per gli accadimenti della giornata e le previsioni gastronomiche della sera. perché sapere già che si mangerà tanto e bene per la quarta sera di fila è preoccupante. in questi casi serve concentrazione, bisogna pensare a quello che si deve fare senza chiedersi troppi perché. per esempio togliere la carne (ormai diventata un ammasso marrone) e il vino (ormai diventato una salsa dello stesso colore della carne) e spezie dalla pentola, metterci mezzo panetto di burro con due rametti di rosmarino, rosolarci la carne da tutti i lati per bene, aggiungere una cipolla grossa a pezzettoni, due carote e due stecconi di sedano, due spicchi d'aglio e rosolare finché le verdure cominciano a dare il loro contributo. a quel punto torna il vino: lasciando in pace le spezie che hanno già dato il loro contributo, il brasato rimette l'ex vino nella pentola, fa bollire e abbassa il fuoco al minimo.
allora il brasato diventa un maestro zen. per quattro ore chiacchiera, beve, chiacchiera, gira la carne, chiacchiera, bagna la carne col sugo, sorride, gira la carne, chiacchiera... e il pomeriggio passa meravigliosamente, nella cucina e con le persone che ama. due brasati che si incontrano e scoprono, assistendo alla gioia di due sue amiche che si incontrano e scoprono e piacciono. lui le guarda e le ascolta ed è felice dentro.
poi il brasato tira fuori il brasato dalla pentola, frulla le verdure e alza il fuoco per far ridurre il sugo. quando la carne è fredda la taglia spessa, la rimette nel sugo a scaldare un po', e la serve col suo sughetto vicino. brasato, e felice.
cucinato da Oltranzista il 24/11/2008 | commenti (6)
ingredienti: eventi, carni, patate, pietanze


 

l'abbraccio delle acciughe

nel posticino di mare non c'è un pescivendolo. in realtà non c'è mai stato, che io ricordi. però una volta c'erano i pescatori, che un po' di pesce lo vendevano ai mattinieri sulla spiaggia (trent'anni fa), il resto su un carrettino in paese, in quella piazzetta tra l'edicola e la stazione dove una volta c'era una cabina del telefono e una fontanella dove pulivano i pesci. per questo c'erano sempre dei gatti lì intorno. non ci sono più nemmeno quelli. ora passa un banchetto una volta la settimana, e si mette sempre lì, dove la fontanella e la cabina non ci sono più, ma la piazzetta è rimasta. in estate le acciughe sono più grandi che in primavera, son sempre buone, ma secondo me non andrebbero fatte al limone, ci mettono troppo a marinare, dentro rimangono un po' rosa mentre fuori diventano troppo aspre.
mia zia cucina bene, e si vede dalla pancia di mio zio. sono commossi ogni volta che prendono su il coraggio e il treno e vengono a trovarci al posticino di mare. mio zio ha gli occhi lucidi quando mi vede. mia zia cucina, invece. affetta le patate a dischetti, non troppo sottili, le mette a coprire il fondo di una padella appena unta, le copre di acciughe pulite e a pancia in giù, le bagna di vino bianco, ci appoggia sopra un po' di sale, pepe, altro olio, pomodoro a dadolini fini, qualche rametto di rosmarino. le cuoce coperte per un po', poi le scopre a far asciugare il vino e il liquido delle acciughe (è assolutamente mare). è il suo modo di comunicare affetto, in un cortile d'estate.

cucinato da Oltranzista il 01/09/2008 | commenti (2)
ingredienti: pesce, acciughe, patate, pietanze


 

trenette col pesto (ricetta parassita)

che se tu vuoi cucinare una cosa, non è detto che il modo migliore per farlo non sia cucinare qualcosa di diverso, insieme. intanto non usare gli spaghetti ma le trenette, che se non le trovi prendi le linguine che sono la stessa cosa.

così per fare le trenette col pesto prendi le patate (non tutte, lasciane fuori una) e le lessi, meglio con la retina nella pentola a pressione, così non si sfanno e tengono un po' di sapore. e ci lessi anche i fagiolini (non tutti, lasciane fuori un po'). non è stagione, lo so. prendi quelli surgelati. tanto anche quel basilico lì per fare il pesto non sarà quello giusto. insomma, non stare a fare la preziosa oggi, ok?
insomma lessi quelle cose, poi le schiacci un po' con la forchetta, aspetti che si raffreddino un po' e le impasti con uova, parmigiano, pan grattato, (sale, pepe o altro a piacere) in modo che venga un pappone divertente.
poi imburri una teglia, la cospargi di pan grattato abbondante e ci versi il pappone. lo lisci con la forchetta in modo che sia alto non più di due dita e ci fai delle belle righe sopra, incrociate a losanghe. questo è fondamentale. cospargi di origano e metti nel forno per un po', finchè non diventa bello dorato sopra e cotto dentro.
hai fatto il polpettone di fagiolini genovese.

ora con le patate e i fagiolini che ti sono rimasti li tagli a dadini e tocchetti, li metti nell'acqua della pasta un po' prima della pasta, poi ci butti la pasta, scoli tutto insieme e condisci col pesto. hai fatto le trenette col pesto.

la ricetta del pesto però la posti tu.

cucinato da Oltranzista il 25/07/2008 | commenti
ingredienti: primi, patate, fagiolini, pietanze


 

patate in técia

uno dei piatti di famiglia, di quelli che ho mangiato per una vita, talmente semplici che non sono mai riuscito a vedere come venivano preparati.
di quelli di cui ogni tanto (taaaanto...) prende una voglia improvvisa, e tocca improvvisare. allora la pancetta è quella che è, affumicata o no nemmeno lo guardo. la tengo in frigo perché ogni tanto mi piace farla saltare e metterla nell'insalata, calda e croccante, insieme alla valeriana, ai perini rossi e all'uovo sodo. decido che va bene anche per le patate.
la cipolla è quella metà avanzata dall'ultima padellata di hamburger in compagnia. sembra di mangiare avanzi per mesi, dopo ogni grigliata di hamburger. mi sa che tra un po' scatta l'operazione ragù.
solo le patate sono prese apposta. ovviamente, non essendo abituato, ne prendo una di troppo. vabbé, non andrò in rovina per questo.
insomma i dadini di pancetta saltano in padella - non dar retta a chi dice di evitare l'antiaderente, se aderisce non ti gusti la crosticina, proprio perché rimane adesa alla técia - ungendola di lardo, preparandola per accogliere la cipolla. intanto cuocio le patate nella pentola a pressione, avanzo di matrimonio usato forse dieci volte in dieci anni. poi metto tutto insieme, faccio saltare schiacciando le patate con una paletta di legno, lasciando lì un po' prima di girare, per fargli fare la crosticina di rigore.
mi concedo, anzi mi impongo un bicchiere di refosco. ci sono piatti che anche da soli vanno mangiati in compagnia di un bicchiere di vino. anzi, due.
cucinato da Oltranzista il 21/07/2008 | commenti
ingredienti: contorni, tentativi, patate


 

L'amore tra il totano e la patata

L'amore nasce dalla semplicità. E dalla patata... il tubero intendo. Nasce sotto la terra e vede la luce solo alla propria maturità, spesso con l'aiuto dell'uomo che la coglie. Spesso essere patata vuol dire presentarsi con l'abito giusto, ovvero bollita e sbucciata, magari un po' tiepida.
Nel fondo del mare abita il totano, l'aerodinamico mollusco trova una delle sue tante personalità culinarie quando si trasforma in una sequenza di anelli, ognuno di dimensione diversa, ma mai troppo grandi. Come la piova è anch'esso un amante della patata bollita e per prepararsi all'incontro si concede dei caldi bagni in tegame con aglio e prezzemolo; di solito ci resta 20 minuti dalla bollitura.
L'incontro tra i due avviene subito in largo recipiente per permettere ai due di mischiarsi come se fosse una cosa sola. Il totano si presenta all'appuntamento con un abbondante mazzo di prezzemolo (tritato), olive nere e, se proprio lo si vuole,  aceto balsamico.
L'amore unisce la terra al mare, lo sposo diventa un anello come una fede nuziale.


Ingredienti per 4 persone:

900gr di totano
4 patate grosse
prezzemolo
una decina di olive nere snocciolate
spicchio d'aglio
aceto balsamico (ma se proprio vi piace...)
cucinato da sammylele il 07/07/2008 | commenti (3)
ingredienti: pesce, patate


 

Patate al forno colorate

Cosa:
Patate
pomodorini ciliegino, tre per ogni patata media
capperi sottaceto, una cucchiaiata ogni quattro patate
prezzemolo e origano, q.b. 
aglio, q.b., di più se vi piace e poi dovete dormire soli
sale e pepe a piacere 
olio EVO
burro

Come:
Tagliate le patate a dadi e i pomodorini in quattro, mescolate in una pirofila con gli altri ingredienti, distribuitevi sopra dei fiocchietti di burro ed infornate nel forno già caldo (200° circa) per un'ora e mezza circa, avendo cura di mescolare il tutto ogni venti minuti.
Se avete fretta potete far cuocere le patate per cinque/dieci minuti nella pentola a pressione (meglio se al vapore); in tal caso basta una mezz'oretta per dorarle.

Ottime con formaggi misti.

(Ricordi di inverni in una calda cucina piena di gente fredda...)

cucinato da Thumper il 05/05/2008 | commenti (4)
ingredienti: verdure, patate


 

Sformato di patate

Salve a tutti!

In seguito al gentile invito di Oltranzista sono anch'io fra i "cuochi" di questo "ristorante virtuale". I piatti che so cucinare sono abbastanza pochi, semplici e in molti casi frutto della tradizione di famiglia o di raptus alimentari che mi colgono quando sono da sola. Come primo post vorrei proporvi uno dei miei cibi preferiti.

Ingredienti

  • Patate
  • prosciutto cotto o mortadella
  • formaggio da fondere a fette (vanno bene anche le sottilette)
  • formaggio a dadini (opzionale)
  • noce moscata
  • pan grattato
  • parmigiano grattugiato
  • olio
  • un pizzico di sale

per le quantità di solito faccio a occhio, anche perché dipende dallo spessore desiderato.

Lessare le patate e schiacciarle (a me piace molto usare la forchetta... se non lo faccio per più di quattro persone), metterle in una ciotola ed aggiungere il sale, parmigiano, la noce moscata ed i dadini di formaggio.

Versare un po' di olio sul fondo di una teglia da forno e distribuirlo bene su tutta la superficie , poi cospargerlo di pane grattato. Formare un primo strato con circa la metà delle patate schiacciate, coprire con uno strato di formaggio ed uno di mortadella (o prosciutto) e stendere un secondo strato di patate. Coprire il tutto con altro pan grattato.

Mettere in forno il tempo necessario a far squagliare sia il formaggio a dadini sia le fette.

A me fa impazzire....

 

cucinato da paleomiki il 04/04/2008 | commenti (3)
ingredienti: patate, pietanze


 

Filetto al cartoccio

Vai dal macellaio di fiducia e compra un pezzo di filetto di vitello intero ( che poi te lo tagli come preferisci tu ) di circa mezzo chilo. Ora vai dal fruttivendolo di fiducia e fatti dare un po’ di porcini di quelli buoni, qualcosa più di un etto per la precisione.
Taglia il filetto in sei fette, sbuccia le patate e tagliale a fette sottili, pulisci i funghi e taglia pure quelli.
Ah, accendi il forno che intanto si scalda.
Visto che dopocena lavare le pentole non piace a nessuno  e la mattina fare colazione nella cucina che sembra un campo di battaglia non è bello prendi un foglio di alluminio e fai un cartoccio abbastanza grande da contenere filetto patate e  funghi.
Comincia a riempirlo con le patate, poi la carne ed i funghi. A seguire sale, pepe macinato fresco, salvia, olio ed uno spicchio d’aglio ( la ricetta originale vorrebbe l’aglio tritato sopra ma anche se l’aglio mi piace molto in linea generale preferisco la vita sociale).
Copri con un altro foglio di alluminio e chiudi i bordi accartocciandoli. Dopo che hai infornato il tutto hai trenta minuti per fare un po’ quello che ti pare, sfruttali bene.
cucinato da sagami il 18/10/2007 | commenti
ingredienti: carni, funghi, patate


 

Arrosto dell'universitario

Torni a casa, hai fame, nel frigo non c’è nulla, vuoi qualcosa di caldo, pizze ne hai mangiate troppe, il cinese è troppo distante e vedi che il tuo coinquilino ha esattamente il tuo stesso pensiero.
Quante pentole vuoi lavare? Neanche una.
Quanta fatica vuoi fare? Zero, dopo devi pure studiare.
Accendi il forno che intanto diventi bello caldo, recuperi le patate (che non mancano mai) le peli, le tagli a pezzettoni, sale, pepe, olio, le erbette di provenza, uno spicchio d’aglio intero e tutto in forno. Intanto fai un po’ quello che vuoi. Quando hanno la crosticina giusta tira fuori la pirofila, crea come dei buchi -  degli spazi -  e mettici dentro le tre quattro uova che trovi in dispensa. Mettile così, senza strapazzarle ( senza guscio, aperte e versate). Di nuovo tutto in forno per un nulla. A questo punto  impiatta al volo e goditi il tuorlo che si rompe ed impasticcia il tutto.
cucinato da sagami il 17/10/2007 | commenti (7)
ingredienti: piatti unici, uova, patate


Ingredienti

Cuochi

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