in forno a sinistra


il blog di chi non necessariamente sa cucinare, ma gli piace farlo in buona compagnia
 

Mettiamo una padella antiaderente...e il risotto senza formaggio...

Giornata lunga e meravigliosa.
Si comincia in compagnia il viaggio e si finisce nella bellezza di una serata colma di visi nuovi, belle persone, belle emozioni, bello tutto.

Io e i filosofi, non andiamo molto d'accordo.[:-P]...questo si è apurato.

Condivisione.Perfetta.

Due fornelli elettrici e in tre a spignattare ci stiamo da dio.
Io taglio a fette la polenta da grigliare,il salame fresco e funghi, scaldati in un fornelletto dai mille poteri.
tagliere colmo e ciotole fumanti a tavola.Divorate o quasi, ma era lunga la serata culinaria.

Pentolino d'acciaio...mezzochilo di riso[vialonenano], tastale 300 gr circa acqua [o brodo] e dado.

Piatto tipico che del veronese e bassa veronese, è il preparato fresco per il salame da cuocere con burro e vino bianco per sgranarlo.

Cottura di 15-18 min e mantecatura [burro+grana+nocemoscata+rosmarino un pizzico].

E poi servito...pasteggiando infine con del buon raboso.


 

cucinato da Morfea77 il 20/09/2009 | commenti (13)
ingredienti: eventi, primi, piatti unici, antipasti, carne, carni, funghi, vino, spezie, risotto, jam session


 

Sugo Rappetton

Allora dicasi sugo Rappetton sugo che ha come ingrediente non principale tutto quello che trovi nel frigo in verdure.

Tagliare una cipolla bianca fina fina a mezzaluna e metterla nella padella insieme a del macinato di maiale o del composto fresco per fare il salame,con una noce di burro e un filo d'olio [nel caso di macinato di maiale salare e pepeare] e far rosolare bene,bagnare con vino bianco anche tavernello va bene,fare sfumare e spengere il fuoco.

A parte in un tagliere o piatto taglia a cubetti la verdura cotta o grigliata che magari è rimasta in frigo dopo il pranzo della domenica...aggiungere alla cipolla+macinato e riaccendere il fuoco farla insaporire e aggiungere un due o 3 cucchiai di pomodoro fresco precedentemente tagliato a cubetti lasciando sobbollire la salsa.

Scegliere la pasta preferibilmente corta,aggiungere due cucchiai di panna liquida e fresca al sugo e dopo aver cotto e scolato la pasta versare il sugo nella pentola e mescolarlo con la pasta.

Servito con del grana grattuggiato ed un buon bicchiere di valpolicella farete un figurone.

cucinato da Morfea77 il 08/06/2009 | commenti (1)
ingredienti: primi, cipolle, carne, carni, verdure, pasta


 

conflitti generazionali

Mia madre cucina da schifo. Credo sia in parte colpa mia: le impedivo di perparare qualsiasi cosa non mi piacesse e le cose che mi piacevano erano tre: alla fine in quelle tre ha ragguinto l'eccellenza ma il resto..

Vabbè, l'altra sera ho comprato della carne trita, l'idea era fare il ragù, poi non ne avevo voglia ma la carne era lì e allora ho la lanciato la mia sfida al polpettone di mamma.
Che si fa facendo finta di fare le polpette - carne, uovo, panelatte strizzato, molto parmigiano, prezzemolo - ma invece di far le palline ne fai una sola grandegrande e la metti a cuocere con una bottiglia di salsa, aglio, alloro e bacche di ginepro fino a che il sugo non diventa denso (circa unoremmezza a fuoco lento).

Giralo, ogni tanto, chè la carne che trasuda formaggio tende ad appiccicarsi al fondo.

Buonino, eh?, ma ho perso. Il suo è d e c i s a m e n t e meglio. 

[stasera pasta al pomodoro al profumo di polpette]

cucinato da UnaStranaStrega il 01/06/2009 | commenti (3)
ingredienti: carni


 

triste solitario y final

Non è una ricetta da condividere, questa.
Non ce la si fa.
Mediamente la risposta a faccio questo? sono nasi arricciati e blah e allora va bene, me la tengo per una serata solitaria.
Questa sera, ad esempio.
Sono sola, sola, sì, sola e affettare finifini due cipolle mi fa anche un po' piangere sulla mia triste sorte.
Metterle poi sul fuoco lentolento in modo che si ammoscino mi fa meditare sulla mancanza di stimoli.
Aggiungere del vino rosso mi rammenta quanto sia facile trovare nell'alcool un rifugio.
E che la cirrosi sia dietro l'angolo è ben rappresentato dal fegato che taglio a listarelle.
Ma la rinascita è possibile, me lo dice il fuoco che - più vivo - indora tutto quanto.
E sale e pepe che aggiungono sapore sul finale.
Il risultato è un piatto dolciamaro che dà un gran gusto nell'essere addentato.
Dunque rifletti, prima di storcere il naso quando mi senti dire fegato alla veneziana: è di vita che stiamo parlando..
cucinato da UnaStranaStrega il 08/03/2009 | commenti (4)
ingredienti: carni


 

Il saggio dice che il manzo è andato ed è tonnato

Il grande maestro Sal On Deturin sedeva ai margini del bosco immerso nel silenzio della meditazione. Erano oramai giorni che non comunicava, che non dormiva e nemmeno mangiava. Qualcuno si chiedeva sospettoso come facesse anche con altre funzioni vitali, ma ciò dava prova della sua superiorità. Alcuni allievi gli portarono dei cibi in offerta che gli non toccava e questi si accumulavano ai piedi del saggio. Giunse una ragazzina con piccolo piatto, sul quale c'era un piccolo rotolino di carne che porse allo sguardo vacuo del maestro. Il vecchio come un camaleonte srotolò la lingua e inghiotti il boccone. Tutti rimasero stupiti, il maestro spiego: "nell'universo esistono equilibri che gli uomini chiamano numeri, i cuochi pesi o volumi, i sarti metri. Ma l'eleganza è nel piccolo come nel grande. Non c'è discrepanza tra il tuorlo di due uova e cento grammi di tonno sottolio sgocciolato. Non c'è inimicizia tra un cucchiaino di capperi e un'acciuga. Tra un filo d'olio, una spruzzata di limone e pizzico di sale non può esserci che equilibrio. Immaginate il caos fattosi lame rotanti che mischia il tutto finché la materia non sembra liquido e il liquido materia. Ciò che ottenere si può avvolgere in una piccola fetta di carpaccio di manzo. L'universo gioisce nell'immensamente grande e nell'immensamente piccolo". La ragazzina titubante aggiunse "il limone e l'olio condiscono anche fuori dall'universo" e  tutti applaudirono. Poi un uomo disse "occorre avere il caos dentro per far nascere una stella danzante" e lo presero a pietrate.
cucinato da sammylele il 24/11/2008 | commenti (6)
ingredienti: eventi, antipasti, carni, salse


 

la ricetta del brasato

il brasato ha avuto quattro sere impegnate di fila. una con quindici amici autoinvitati che si sono autogestiti una festa a casa sua, portando una quantità di alcool imbarazzante e restando lì fino alla strage delle bottiglie. e già il brasato ne è stato felice ma ne ha patito le conseguenze. la sera dopo è uscito a cenagreca, si è divertito, ha mangiato e chiacchierato, ha ascoltato storie senza riuscire a starci dietro, e ovviamente ha finito la sera alle due e mezzo, completamente brasato. la terza sera doveva essere di recupero, e invece è finita a bere una bottiglia e mezzo di bianco in due, non facendo troppo tardi ma brasandosi di brutto. da quel momento però il brasato era in ottima compagnia di un chilo e mezzo di scamone, annegato nel barolo con tre chiodi di garofano, un pezzetto di cannella e quattro foglie di alloro. il brasato guardava il quasibrasato con invidia, così a mollo nella marinata, nel suo angolo fresco di cucina, pronto per dormire il sonno dell'ultima notte. al mattino il brasato aveva un mal di testa ridondante, preoccupato per gli accadimenti della giornata e le previsioni gastronomiche della sera. perché sapere già che si mangerà tanto e bene per la quarta sera di fila è preoccupante. in questi casi serve concentrazione, bisogna pensare a quello che si deve fare senza chiedersi troppi perché. per esempio togliere la carne (ormai diventata un ammasso marrone) e il vino (ormai diventato una salsa dello stesso colore della carne) e spezie dalla pentola, metterci mezzo panetto di burro con due rametti di rosmarino, rosolarci la carne da tutti i lati per bene, aggiungere una cipolla grossa a pezzettoni, due carote e due stecconi di sedano, due spicchi d'aglio e rosolare finché le verdure cominciano a dare il loro contributo. a quel punto torna il vino: lasciando in pace le spezie che hanno già dato il loro contributo, il brasato rimette l'ex vino nella pentola, fa bollire e abbassa il fuoco al minimo.
allora il brasato diventa un maestro zen. per quattro ore chiacchiera, beve, chiacchiera, gira la carne, chiacchiera, bagna la carne col sugo, sorride, gira la carne, chiacchiera... e il pomeriggio passa meravigliosamente, nella cucina e con le persone che ama. due brasati che si incontrano e scoprono, assistendo alla gioia di due sue amiche che si incontrano e scoprono e piacciono. lui le guarda e le ascolta ed è felice dentro.
poi il brasato tira fuori il brasato dalla pentola, frulla le verdure e alza il fuoco per far ridurre il sugo. quando la carne è fredda la taglia spessa, la rimette nel sugo a scaldare un po', e la serve col suo sughetto vicino. brasato, e felice.
cucinato da Oltranzista il 24/11/2008 | commenti (6)
ingredienti: eventi, carni, patate, pietanze


 

il gusto della banana

in attesa del mio must, la crema al cioccolato, quale modo migliore per avviare la mia partecipazione di qualcosa di agrodolce ed esotico.... POLLO ALLE BANANE eccofatto, mo mi cacciate subito... ^_^ cosa 1 petto di Pollo (o intero o a fette)- Sale - 1 Cucchiaio Paprica Dolce - 2 Spicchi Aglio - 5 Cucchiai - 1 Cipolla - 2 Cucchiai Zenzero in polvere - 1 Cucchiaino Curcuma In Polvere - 1 Cucchiaino Peperoncino In Polvere - 2 Cucchiaini Coriandolo In Polvere - 1 Cucchiaio Semi Di Cumino - 1 cucchiaio Di Curry - 50 Cl Brodo Di Pollo - 6 Banane Piccole
 come Taglia il pollo in pezzi di dimensioni uniformi, ponili in una terrina e cospargi con una grossa presa di sale, la paprica, l'aglio tritato finemente e qualche goccia d'olio. Lascia marinare la carne per circa mezz'ora. Fa scaldare un po d'olio nel wok e soffriggi la cipolla tritata, quindi metti nel recipiente i pezzi di pollo, ben sgocciolati dalla marinata, e falli rosolare a fuoco vivo da ogni lato. Aggiungi le spezie (zenzero, curcuma, coriandolo, peperoncino, cumino, curry) e il brodo di pollo e fa cuocere a calore moderato per 25-30 minuti. Al termine togli la carne dal wok e tienila in caldo. Fa scaldare olio nel wok e rosola brevemente le banane, sbucciate e tagliate a metà nel senso della lunghezza(opp molto piccole). Unisci alla frutta i pezzi di pollo, fa scaldare il tutto e servi con riso basmati ..orvuar
cucinato da avluela73 il 23/11/2008 | commenti (1)
ingredienti: carni, pollo


 

fegato alla veneta

COSA:
Fegato (di maiale, vitello, manzo... fate vobis)
Olio EVO
Cipolla
Salvia
Vino
Sale
Pepe

COME:
Tagliare il fegato a pezzi, nel frattempo soffriggere cipolla e salvia nell'olio.
Unire il fegato al soffritto, lasciar rosolare, aggiungere un po' di vino (bianco se vitello o maiale, rosso se capriolo o cinghiale). Pepare.
Portare a cottura.
Salare quasi all'ultimo (se troppo presto, il fegato diventa duro, se troppo tardi, non assorbe il sale).
Questo è il trucco.

cucinato da Thumper il 17/09/2008 | commenti (5)
ingredienti: carni


 

Sacrificio pasquale

Premessa d'obbligo: non sono un animalista. Non nel senso che odio le bestie, ma semplicemente che non ho una spiccata sensibilità sul punto. Per capirci: per me chi abbandona i cani o manca di dissetare gli armenti (o commette altre consimili castronerie) dovrebbe essere messo alla gogna pubblica per due giorni e preso a pomodori marci - però, non tanto perchè le sofferenze animali mi siano insopportabili, ma perchè considero inaccettabile il sadismo cretino degli umani. Chi immette petrolio negli oceani è un criminale da ergastolo, ma perchè ci impedisce di vivere, non perchè io pianga sul cormorano macchiato. Tutto questo per spiegare che, seppure io mangi quantitativamente poca carne, non ho alcuna esitazione a contemplare le graziose e lanose creature saltellanti nei prati sotto forma di cibo. Chi mi considera un'assassina, vada in pace; ma non mi legga, cortesemente.

E veniamo al behh behh, come lo chiamiamo noialtri divoratori. Che è una carne quantomai problematica, poichè, nel caso non lo sapeste, noi non siamo la Gran Bretagna e non alleviamo (salvo meritorie eccezioni) gli ovini soprattutto per la carne - e le razze ovine si selezionano a seconda della destinazione (lana, carne o latte). Ora, un buon agnello ha un sapore paradisiaco anche solo semplicemente unto con dell'olio d'oliva extravergine e scaraventato su una piastra rovente con qualche ramoscello di rosmarino; ma un cattivo agnello conserva il suo disgustoso odore e sapore anche immerso per una notte nel lime ed inondato di tutte le spezie dell'india - e soprattutto, anche se non li conservasse: che senso ha mangiare dell'agnello che non sa più di agnello? Insomma, la qualità è essenziale.

La mia esperienza mi ha insegnato che è praticamente impossibile trovare facilmente del buon agnello fuori dalla Sardegna e dal centro italia (Lazio, Toscana e Umbria sono sicure. Sulle Marche non so niente. L'Abruzzo è incerto - il palato locale adora gli ovini, ma è poco sofisticato, e potreste trovarvi ad una tavolata di gente che addenta della pecora puzzolenta come fosse il cibo degli Dei. Insomma, se non vi procurate un produttore di fiducia, in Abruzzo rischiate). Perciò, se vivete nel Nord Italia, dovrete esplorare vari macellai e sperimentare. Ad ogni modo, questa è, ovviamente, la stagione giusta. Per la cottura, se il desiderio di evitare che i fumi della griglia ammorbino la vostra amata dimora per i prossimi sette anni vi rende cauti, vi assicuro che l'agnello in casseruola (olio, aglio, rosmarino, timo e santoreggia sono il massimo; olio e rosmarino il minimo) è eccellente. Bagnate con un po' di buon vino bianco, fare asciugare a fuoco vivo e servite. Mangiate con pane alle olive, e, ve ne prego! senza patate o piselli. L'agnello è dolce e grassottello, e vuole un contorno verde e possibilmente amarognolo che vi pulisca la bocca: cicoria ripassata, catalogna con olive, scarola, radicchio, o anche solo una misticanza primaverile. E un bicchiere di Chianti per godere fino in fondo.

 

cucinato da vassilissa1500 il 25/03/2008 | commenti (8)
ingredienti: carni, agnello


 

'a çimma

ti t’adesciâe ‘nsce l’éndegu du matin
ch’á luxe a l’à ‘n pé ‘n tèra e l’átru in mâ
ti t’ammiâe a ou spégiu de 'n tianin
ou çé ou s'ammià a ou spegiu dâ ruxà
ti mettiâe ou brûgu rédennu ’nte ‘n cantún
che se d’â cappa a sgûggia ‘n cuxin-a á stria
a xeûa de cuntâ ‘e págge che ghe sún
‘a çimma a l’è za pinn-a a l’è za cûxia

çé serén tèra scûa
carne ténia nu fâte néigra
nu turnâ dûa

bell’oueggé strapunta de tûttu bun
prima de battezálu ‘ntou prebuggiun
cun dui aguggiuîn dritu ‘n púnta de pé
da súrvia ‘n zû fitu ti ‘a punziggè
àia de lûn-a végia de ciaêu de négia
ch’ou cégu ou pèrde ‘a tèsta l’âse ou senté
oudú de mâ misciòu de pèrsa légia
cos’âtru fa cos’âtru dàghe a ou çè

çé serén tèra scûa
carne ténia nu fâte néigra
nu turnâ dûa
e ‘nt’ou núme de maria
tûtti diài da sta pûgnatta
anène via

poi vegnan a pigiàtela i câmé
te lascian tûttu ou fûmmu d’ou toêu mesté
tucca a ou fantín à prima coutelà
mangè mangè nu séi chi ve mangià

çé serén tèra scûa
carne ténia nu fâte néigra
nu turnâ dûa
e ‘nt’ou núme de maria
tûtti diài da sta pûgnatta
anène via

(fabrizio de andré, 'a çimma)

ti sveglierai sull’indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l’ altro in mare
ti guarderai allo specchio di un tegamino
il cielo si guarderà allo specchio della rugiada

metterai la scopa dritta in un angolo
che se dalla cappa scivola in cucina la strega
a forza di contare le paglie che ci sono
la cima è già piena è già cucita

cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura

bel guanciale materasso di ogni ben di dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche
con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai

aria di luna vecchia di chiarore di nebbia
che il chierico perde la testa e l’asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos’altro fare cos’altro dare al cielo

cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via

poi vengono a prendertela i camerieri
ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere
tocca allo scapolo la prima coltellata
mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà

cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via

cucinato da Oltranzista il 28/11/2007 | commenti (2)
ingredienti: carni, pietanze


 

Filetto al cartoccio

Vai dal macellaio di fiducia e compra un pezzo di filetto di vitello intero ( che poi te lo tagli come preferisci tu ) di circa mezzo chilo. Ora vai dal fruttivendolo di fiducia e fatti dare un po’ di porcini di quelli buoni, qualcosa più di un etto per la precisione.
Taglia il filetto in sei fette, sbuccia le patate e tagliale a fette sottili, pulisci i funghi e taglia pure quelli.
Ah, accendi il forno che intanto si scalda.
Visto che dopocena lavare le pentole non piace a nessuno  e la mattina fare colazione nella cucina che sembra un campo di battaglia non è bello prendi un foglio di alluminio e fai un cartoccio abbastanza grande da contenere filetto patate e  funghi.
Comincia a riempirlo con le patate, poi la carne ed i funghi. A seguire sale, pepe macinato fresco, salvia, olio ed uno spicchio d’aglio ( la ricetta originale vorrebbe l’aglio tritato sopra ma anche se l’aglio mi piace molto in linea generale preferisco la vita sociale).
Copri con un altro foglio di alluminio e chiudi i bordi accartocciandoli. Dopo che hai infornato il tutto hai trenta minuti per fare un po’ quello che ti pare, sfruttali bene.
cucinato da sagami il 18/10/2007 | commenti
ingredienti: carni, funghi, patate


 

petto d'anatra all'aceto balsamico

spendi un fantastiliardo di euro per ristrutturare una mansarda. poi prepara un petto d'anatra all'aceto balsamico per una cena con un'amica, cercando di ricordare come avevi fatto la faraona l'anno scorso seguendo una ricetta pensata per l'oca, e sbaglialo clamorosamente. l'arrosto deve venire saporito ma troppo asciutto, e la salsa all'aceto balsamico un grumo intoccabile da cui ti aspetti che escano i cormorani impestati di petrolio come in galizia.
lascia riposare la delusione per qualche giorno. poi compra un altro petto d'anatra.
poi apparecchia il tavolo che faticosamente hai portato in mansarda, mettici sopra la tovaglia buona, i bicchieri di cristallo del servizio del matrimonio, una bottiglia di nobile di montepulciano. aprila, dai. che gli fa solo bene.
lava il pezzo di carne e brucia i pezzetti di piume rimasti sulla pelle. se ti sei ricordato di scongelare il burro imburralo, salalo e pepalo abbondantemente, se vuoi lardellarlo fai pure, farà parecchio figo ma non si noterà la differenza. in una casseruola antiaderente (non per altro, ma sarà più facile pulirla, dopo) metti un cucchiaio di olio-quello-buono, scaldalo e mettici la carnazza con la pelle in giù. versaci un po' di erbe a piacere: alloro, rosmarino e salvia sono obbligatori, poi quello che vuoi (o che hai in casa). quando la pelle è rosolata e smette di fare frscccch! metti il coperchio e abbassa il fuoco. ogni cinque minuti ricordati di aprire la pentola e versare un po' del sughetto sopra la carne, senza girarla mai. la pelle dell'anatra è grassa, e farà un sacco di sugo. quando è cotta (quando è cotta? boh. qui si va a occhio. deve essere cotta ma non troppo, altrimenti si asciuga e diventa dura) toglila dalla pentola, e mettila nel forno caldo, per non farla raffreddare. fai ritirare il sugo (te l'avevo detto che la pelle è grassa), e aggiungi un po' di aceto balsamico (non mi chiedere quanto. sbaglialo un paio di volte poi ti verrà da dio), un pizzico di sale e un paio di cucchiaini di zucchero di canna. ecco, se vuoi fare il figo e mettere anche il miele, poi non riuscirai più a scrostarlo dalla pentola. quindi evita il miele. fai ritirare il tutto, ma non troppo. non aspettare che abbia la consistenza da salsa densa, tieni conto che raffreddandosi si addenserà ancora.
taglia l'arrosto in fette spesse, mettile a ventaglio sul piatto con sopra la salsa.
per il contorno, puoi fare le cipolline all'aceto balsamico (stessa roba. cipolline bianche, aceto balsamico, alloro, rosmarino, sale, pepe, zucchero di canna, e fai andare avanti a cuocere per un bel po'), o patatine novelle agli aromi, e mazzetti di valeriana (serzetto a genova).
portati il piatto in mansarda, versati un bicchiere di vino, e goditi il risultato del tuo lavoro.

cucinato da Oltranzista il 09/10/2007 | commenti
ingredienti: carni, anatra, pietanze


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