in forno a sinistra
il giorno prima della grande abbuffata si va da una sorella fuori di zucca (coi fiori di zucca ?), che non ricorda neppure il suo nome e ci si porta un'anatra morta stecchita, che verrà stuccata di ripieno, scottata e steccata. si inizia a bere lambrusco con la sorellina e si continua tirando un dritto che parte dal sebino a botte di valcalepio riserva e arriva alle porte di milano tra un negramaro, un(a) rabosa, un valpolicella, un chambauve muscat, un fiano e altri vini ancora di cui non posso ricordare nulla in quanto ormai priva di sensi e cognizioni. Ricordo una sfilata di pesci e funghi volanti, polpette, salse, cucchiai, pucciatine, risottini, polentine tutto gustoso come non mai... eravamo piu' o meno cosi' :

quando fu presa la terribile decisione di introdurre comunque il feretro. l'anatra morta. il povero volatile giaceva in una teglia abbandonata in un angolo della cucina kibbutz, avrebbe dovuto avere una salsa d'arancia con le scorzette caramellate, e forse anche una degna sepoltura con un trinciante all'uopo preposto. in assenza di attrezzi, l'animale viene straziato a mani nude dalla cassiera che non sa come prenderlo e vagheggia alticcia e ridanciana, senza preparare alcuna scorzetta, né salsetta e da una provvida morfea, che lo abbatte a colpi di katana. la povera bestia viene comunque servita ai commensali sazi di pane, arselle, amore e fantasia che la accolgono nei loro piatti.
l'ultima scena che ricordo prima di svenire è una miaperfidia che dice di volere mangiare il collo dell'anatra, senza fare una piega lo addenta con la grazia che soltanto lei ... tutto questo alla decima portata della cena di babette, nella casa fatta di vento. amore e vento. risate e vento. procioni e vento. tanto amore. tanto vento. più amore però.
p.s. oltrybaby té c'hai un culo della madonna a riunire dieci persone frullate a caso e far uscire una serata cosi'.
spendi un fantastiliardo di euro per ristrutturare una mansarda. poi prepara un petto d'anatra all'aceto balsamico per una cena con un'amica, cercando di ricordare come avevi fatto la faraona l'anno scorso seguendo una ricetta pensata per l'oca, e sbaglialo clamorosamente. l'arrosto deve venire saporito ma troppo asciutto, e la salsa all'aceto balsamico un grumo intoccabile da cui ti aspetti che escano i cormorani impestati di petrolio come in galizia.
lascia riposare la delusione per qualche giorno. poi compra un altro petto d'anatra.
poi apparecchia il tavolo che faticosamente hai portato in mansarda, mettici sopra la tovaglia buona, i bicchieri di cristallo del servizio del matrimonio, una bottiglia di nobile di montepulciano. aprila, dai. che gli fa solo bene.
lava il pezzo di carne e brucia i pezzetti di piume rimasti sulla pelle. se ti sei ricordato di scongelare il burro imburralo, salalo e pepalo abbondantemente, se vuoi lardellarlo fai pure, farà parecchio figo ma non si noterà la differenza. in una casseruola antiaderente (non per altro, ma sarà più facile pulirla, dopo) metti un cucchiaio di olio-quello-buono, scaldalo e mettici la carnazza con la pelle in giù. versaci un po' di erbe a piacere: alloro, rosmarino e salvia sono obbligatori, poi quello che vuoi (o che hai in casa). quando la pelle è rosolata e smette di fare frscccch! metti il coperchio e abbassa il fuoco. ogni cinque minuti ricordati di aprire la pentola e versare un po' del sughetto sopra la carne, senza girarla mai. la pelle dell'anatra è grassa, e farà un sacco di sugo. quando è cotta (quando è cotta? boh. qui si va a occhio. deve essere cotta ma non troppo, altrimenti si asciuga e diventa dura) toglila dalla pentola, e mettila nel forno caldo, per non farla raffreddare. fai ritirare il sugo (te l'avevo detto che la pelle è grassa), e aggiungi un po' di aceto balsamico (non mi chiedere quanto. sbaglialo un paio di volte poi ti verrà da dio), un pizzico di sale e un paio di cucchiaini di zucchero di canna. ecco, se vuoi fare il figo e mettere anche il miele, poi non riuscirai più a scrostarlo dalla pentola. quindi evita il miele. fai ritirare il tutto, ma non troppo. non aspettare che abbia la consistenza da salsa densa, tieni conto che raffreddandosi si addenserà ancora.
taglia l'arrosto in fette spesse, mettile a ventaglio sul piatto con sopra la salsa.
per il contorno, puoi fare le cipolline all'aceto balsamico (stessa roba. cipolline bianche, aceto balsamico, alloro, rosmarino, sale, pepe, zucchero di canna, e fai andare avanti a cuocere per un bel po'), o patatine novelle agli aromi, e mazzetti di valeriana (serzetto a genova).
portati il piatto in mansarda, versati un bicchiere di vino, e goditi il risultato del tuo lavoro.