in forno a sinistra


il blog di chi non necessariamente sa cucinare, ma gli piace farlo in buona compagnia
 

quelli fighi la chiamerebbero cucina destrutturata

In buona sostanza pensi a pasta fagioli e cozze.
Ne parli, persino, in una calda serata catanese.
Come si potrebbe cambiare, al più o meno brodo, al con o senza guscio, persino ad un frappè vien da pensare.
Poi arriva una calda serata milanese ed indaghi il frigorifero.
Niente cozze, ovviamente, chè la cozza va premeditata, ma un pacco di carpaccio di piovra sì, quello lo trovi.
E la scatola di cannellini quella non manca mai.
E allora facciamola questa crema di fagioli, così direbbero quelli fighi, spantegandoli con una forchetta, un poco d'olio, sale e pepe ed erba cipollina qtp [nda: quanto ti piace].
Poi ti colpisce quel cetriolo solitario che naviga nell'acetume, ci aggiungi qualche cappero a fargli compagnia mentre ti ci accanisci con il coltello per sminuzzarlo ma non troppo.
E il trito grosso lo sparpagli sulle fette di piovra, copri il tutto con la creme d'haricot - direbbero sempre quelli fighi - e arrotoli il carpaccio a formar degli involtini.
La pasta non sapevi proprio dove metterla.
Quelli fighi non lo dicono.
cucinato da UnaStranaStrega il 01/07/2009 | commenti
ingredienti: fagioli, carpaccio, piovra


 

Tu chiamala se vuoi sangria

Ma in realtà si chiama pesca e vino.

Gli ingredienti sono una pesca e mezzo bicchiere di vino rosso.

La pesca è meglio che sia di quelle dolci, succose e con la polpa arancione, e non di quelle insipide, secche e giallognole che mi hanno venduto stamattina alla Coop. Il vino, meglio se di produzione propria (o di zii o nonni o amici così generosi da regalarvene alcune bottiglie), dev'essere fresco di frigo, e non servito a 18-20° C come recita l'etichetta (nel caso dei vini comprati alla Coop).

Pesca e vino è una cosa buonissima da fare in estate alla fine del pasto, quando ti è avanzato un po' di vino nel bicchiere ma sei già arrivato alla frutta, oppure come aperitivo.

Basta avere un mezzo bicchiere di vino e metterci dentro dei pezzi di pesca, finché il livello del vino non arriva all'altezza del bicchiere pieno. Oppure – ed è il modo che preferisco – si può prima mettere i pezzi di frutta nel bicchiere e poi versarci il vino sopra.

(In realtà non cambia niente, ma preferisco il secondo sia perché sono sciocco e mi diverte versare il vino sui pezzi di pesca, sia perché puoi decidere di usare un bicchiere più grande di quello che già stavi usando, per farci entrare tutta la pesca e anche più vino. Inoltre, versando il vino alla fine, non si rischia di far traboccare il bicchiere in virtù del principio di Archimede. Chiaramente, però, è altrettanto sciocco e divertente tuffare i pezzi di pesca nel vino e farlo zampillare e poi leccarsi le nocche: è una questione di gusti.)

Concedi a pesca e vino cinque minuti di posa, durante i quali puoi fumare una sigaretta, ascoltare una canzone, parlare con un interlocutore x di un argomento qualsiasi tranne la politca (per parlare di politica non bastano mai cinque minuti, soprattutto se avete già bevuto altro vino) oppure guardare un po' di pubblicità su Italia 1.

Durante quei cinque minuti, il vino si impregna di pesca e la pesca di vino.

Spenta la sigaretta, finita la canzone, chiuso il discorso, tornato in onda il film di merda, mangia i pezzi di pesca con una forchetta e poi brinda alla salute di chi ti vuole male.
cucinato da DavidR il 22/06/2009 | commenti (5)
ingredienti: pesca, vino


 

spaghetti marebianco

Allora prendete due spicchi d'aglio,che siano della regione più a sud dell'italia,il sole il mare e tutte le cose belline del sud lo rendono saporito ,se non è possibile anche quello del vicino va benissimo...Tritatelo finissimamente e mettetelo in una padella con tre cucchiai colmi di olio d'oliva,sale,pepe nero macinato,origano,peperoncino e vino bianco.
Fate cuocere a fuoco lento il tempo di vedere sfumare il vino bianco e mettete della polpa di pesce bianco a tocchetti(ombrina,spigola,branzino,merluzzo),delle code di gambero precedentemente sgusciati,puliti e tagliati a tocchetti e del polipo procedentemente bollito(acqua,sedano e sale) e tagliato a rondelline e lasciare soffriggere spaccanto il pesce bianco.
A parte grattare del pane raffermo e aggiungere una mancata mescolando piano,poi sfumare con della vodka facendo prendere la fiamma al composto.
Cuocere gli spaghetti,lasciandoli leggermente al dente e poi saltarli in padella.
Da servire con una spruzzata di prezzemolo e con un bicchiere di buon bianco fresco.
cucinato da Morfea77 il 22/06/2009 | commenti (1)
ingredienti: primi, piatti unici, pesce, aglio


 

la gatta frettolosa

Ho comprato un libro di ricette veloci.
Non perchè non abbia tempo, ma solo perchè non ho voglia: credo sia il dramma degli zitelli che infatti poi finiscono col prepararsi sempre le stesse cose o, nei casi più disperati iniziano a nutrirsi di robe pronte, orrore.

Bene, dal magnifico librino oggi è saltato fuori un pesto di mela verde.
3/4 di mela non sbucciata e fatta a tocchetti, per la precisione.
Ed un po' di germogli di soia, tipo un terzo della vaschetta.
E mezzo spicchio d'aglio ed un po' di pinoli.
E olio e sale e pepe e anche mezzo limone spremuto.
E frulli.
E ci condisci la pasta, chiaro.
Pasta all'uovo, così dice lui, ma anche quella di grano duro va bene uguale, dico io.
E con l'ultimo quarto di mela ci fai le fettine finifini per decorare il piatto.

Diciamocelo, è una palla cucinare per sè soli, ma 10 minuti si possono pure impegnare.
[le dosi sono per 4, poi vi dico se l'avanzo in freezer resiste]
cucinato da UnaStranaStrega il 21/06/2009 | commenti (1)
ingredienti: primi, sughi


 

Crocchette di Tofu superbuone

Occorre: 200 g di tofu (un panetto e mezzo), 1 tazza di zucca a dadini, qualche fettina di porro, basilico fresco e origano, granella di mandorle a piacere, salsa di soya (o sale), farina, pangrattato, olio.     In un pentolino, zucca e porro ricoperti con acqua: lessare finché la zucca non si sfalda (inglobando l'acqua). In padella, fai rosolare assieme il tofu tagliuzzato col basilico, l'origano e la granella di mandorle. Poi aggiungi la zucca, rosoli qualche altro secondo e -se l'hai- spruzzi con salsa di soya (sennò usi banalissimo sale).     Frulli tutto in un mixer, quindi per addensare il composto usi farina e/o pangrattato. Formi dei cilindretti e li passi in una pastella di acqua, farina, sale... li rigiri nel pangrattato e li friggi in olio molto caldo.    Io sono arrivato a maledire il destino, perché a disposizione del mio stomaco ve ne erano solo 35, di queste crocchette.


 

cucinato da michelesilenzio il 09/06/2009 | commenti
ingredienti: tofu, crocchette, menu vegetariano


 

Sugo Rappetton

Allora dicasi sugo Rappetton sugo che ha come ingrediente non principale tutto quello che trovi nel frigo in verdure.

Tagliare una cipolla bianca fina fina a mezzaluna e metterla nella padella insieme a del macinato di maiale o del composto fresco per fare il salame,con una noce di burro e un filo d'olio [nel caso di macinato di maiale salare e pepeare] e far rosolare bene,bagnare con vino bianco anche tavernello va bene,fare sfumare e spengere il fuoco.

A parte in un tagliere o piatto taglia a cubetti la verdura cotta o grigliata che magari è rimasta in frigo dopo il pranzo della domenica...aggiungere alla cipolla+macinato e riaccendere il fuoco farla insaporire e aggiungere un due o 3 cucchiai di pomodoro fresco precedentemente tagliato a cubetti lasciando sobbollire la salsa.

Scegliere la pasta preferibilmente corta,aggiungere due cucchiai di panna liquida e fresca al sugo e dopo aver cotto e scolato la pasta versare il sugo nella pentola e mescolarlo con la pasta.

Servito con del grana grattuggiato ed un buon bicchiere di valpolicella farete un figurone.

cucinato da Morfea77 il 08/06/2009 | commenti (1)
ingredienti: primi, cipolle, carne, carni, verdure, pasta


 

Leggevo

quando litighi e ti fai un we da solo, una delle cose buone è potersi cucinare roba che piace solo attè come la trippa.
che mai capito perchè è così demonizzata, è carne chiara, magra, precotta, sbiancata, boh. comunque, ho messo in pentola a pressione olio e scalogno, poi trippa a sfrigolare. poi vino bianco poi pomodori. poi alla fine ci ho messo un bel po' di menta, non quella troppo dolce e un sacco di pecorino.
intanto, leggevo un libro.
cucinato da cinas il 07/06/2009 | commenti (6)
ingredienti: trippa


 

un dolce perfetto (torta

Una volta ero più tranquillo: la mia fidanzata usava lo zucchero e non il malto di qualunque cosa, poi farina normale e non integrale, insomma la mia vita sapeva meno di compensato e soprattutto molto meno di miso di orzo. Non è che campi davvero più a lungo, mangiando così: è che TI SEMBRA, le ho detto. Ripesco volentieri questa ricetta.


200 g zucchero; 4 uova intere;  150 g burro morbido;  125 g farina;  125 g fecola; 1 scorza grattugiata limone; 1 bustina vanillina;  1 bustina lievito.


Per la Crema:  200 ml panna;  140 g circa mascarpone; 3 cucchiaini miele;  1 bustina vanillina.


Taglia il burro a pezzetti, montalo a crema con le fruste. Aggiungi poco alla volta prima lo zucchero poi le uova leggermente sbattute.  Mescola il tutto con la scorza. Aggiungi farina, fecola, vanillina e lievito setacciati. Se ci riesci mescola tutto senza smontare il composto.


Inforna a 180° per 30 min.


Mentre la torta si raffredda,  (tu) monta la panna. Mescola gli altri ingredienti per la crema, aggiungi alla panna e frusta ancora. Torta raffreddata? Tagliala in orizzontale, farcisci con la crema, abbandona in frigo per qualche ora. Se vuoi, cospargi con zucchero al velo.


cucinato da michelesilenzio il 07/06/2009 | commenti (1)
ingredienti: dolci


 

il segreto degli spaghetti alla scarpara

è talmente semplice che non ci sono mai riuscito. eppure da bambino la rosetta me la faceva spesso, sulla cucina a legna. quella con i dischi di ghisa da togliere per lasciar passare più caldo, quando buttava il pomodoro nell'olio caldo insaporito con l'aglio. un minuto, non di più. giusto una scottata, e poi dentro la pasta. anche la moglie del rosticcere, quella sera che passai a chiederle se aveva ancora del pane: così stanca, disse, da voler solo andare a casa e farsi una scarpara veloce. allora glielo chiesi, qual era il segreto. e lei disse che non ci sono segreti, basta scaldare l'olio con l'aglio, buttarci il pomodoro, una manciata di prezzemolo e un'aggiustata di sale, ed è fatta.
eppure sono vent'anni che ci provo, e ancora gli spaghetti alla scarpara non sono come quelli che ti fanno in liguria. datemi il segreto.
cucinato da Oltranzista il 03/06/2009 | commenti (5)
ingredienti:


 

La ciliegia come consolazione

Io domenica dovevo essere a mangiar ciliegie direttamente dalle piante con della meravigliosa compagnia. Invece non c'ero. Mi sorbivo la mia minestrina a casa, con spolverata di fastidio - nervoso - tristezza. Per evitare di dare in totale escandescenza ho preso le ciliegie dal frigo ( mai buone come quelle appena colte dall'albero...), gli ho tolto il picciolo, le ho lavate e le ho messe in una pentola con zucchero ad occhio e ginepro a caso ( ma poco ). Cotte che lasciano l'acqua e la restringono, ma sode da non far marmellata. Tiepide sul gelato sono state più d'aiuto dei kleenex.

cucinato da sagami il 03/06/2009 | commenti (2)
ingredienti: ciliegie


 

conflitti generazionali

Mia madre cucina da schifo. Credo sia in parte colpa mia: le impedivo di perparare qualsiasi cosa non mi piacesse e le cose che mi piacevano erano tre: alla fine in quelle tre ha ragguinto l'eccellenza ma il resto..

Vabbè, l'altra sera ho comprato della carne trita, l'idea era fare il ragù, poi non ne avevo voglia ma la carne era lì e allora ho la lanciato la mia sfida al polpettone di mamma.
Che si fa facendo finta di fare le polpette - carne, uovo, panelatte strizzato, molto parmigiano, prezzemolo - ma invece di far le palline ne fai una sola grandegrande e la metti a cuocere con una bottiglia di salsa, aglio, alloro e bacche di ginepro fino a che il sugo non diventa denso (circa unoremmezza a fuoco lento).

Giralo, ogni tanto, chè la carne che trasuda formaggio tende ad appiccicarsi al fondo.

Buonino, eh?, ma ho perso. Il suo è d e c i s a m e n t e meglio. 

[stasera pasta al pomodoro al profumo di polpette]

cucinato da UnaStranaStrega il 01/06/2009 | commenti (3)
ingredienti: carni


 

fate cheeeeeesssseeeee...

Allora per prima cosa ringrazio messer Oltranzista per aver accettato la mia richiesta per poter postare qui,devo dirvi una cosa però...magari dopo mi caccerete via ma diciamo che io ehm ehm cof cof ci lavoro in cucina...faccio la cuoca in un ristorante,ma tengo a precisare che mi sento pischella visto che non toccavo utensili di una vera cucina da quasi 10 anni.
Volevo regalarvi la ricetta di una torta che prima di riprendere in mano mestoli e stampini non sapevo fare e cioè la cheesecake...
La base dopo mille tentativi falliti è pura pastafrolla e dunque se non amate mettere le mani in pasta potete benissimo comprare quella già pronta nei supermercati,ma la sensazione di unire gl'ingredienti è davvero sublime sapete? la moglie del mio titolare per esempio odia impastare,sue testuali parole dice "gli fa schifo",mah!
Insomma riprendiamo il filo del discorso,stendete la pasta frolla ricavando un disco tondo con il quale farete solo la base di una tortiera a cerniera o in silicone e pungetela con la forchetta o la coprite con della carta forno piena di fagioli secchi sopra per evitare che il lievito la faccia crescere troppo in forno ventilato,magari o a gas va bene lo stesso a 150° per 20 min.
Intanto che la base si cuoce a parte in una terrina mettete 4 cucchiai di zucchero una confezione media di philadelfia,una media di ricotta e una media di mascarpone con un uovo intere ed un rosso e con un cucchiaio mescolate tutto fino a sciogliere lo zucchero e i grumi dei vari formaggi e nell'attesa mettete in frigo la terrina.
Quando la base è cotta sfornatela e lasciandola nella tortiera la fate raffreddare ed abbassate il forno a 125°,quando la base sè raffreddata versate il composto sopra la base e mettete in forno per 30 min.
Deve asciugarsi non deve avere risacche di liquidi e ogni tanto muovetela per vedere se il composto sè indurito e non è mollo.
Cotta la sfornate e lasciate raffreddare fuori 15 min e poi in frigo un 3 ore poi la togliete dalla tortiera senza romperla e spalmate un vasetto di marmellata su di essa...una qualsiasi,a vostro uso e consumo.

E tadan la cheesecake è pronta.

cucinato da Morfea77 il 30/05/2009 | commenti (2)
ingredienti: dolci, marmellate, frutta, ricotta, formaggi


 

aeroporti

catania può essere dura,molto dura…specie se l’aereo per andarci ha unoraemmezza di ritardo, esattamente come quello per tornarci indietro a roma. questa alitalia è peggio della precedente, è berlusconiana, e quindi conscia di darti un pessimo servizio e fregantesene un cazzo…

etna in mezzo alle nuvole, al tramonto, ed alla neve…tutto di corsa per colpa dei ritardi…manco il tempo di una granita come si deve…

ma ho un piano, lo elaboro nell’attesa dentro l’aeroporto, si perché lì ci vendono tra le varie robe, anche i pistacchi di bronte, verdi dentro e al naturale, cioè non salati…

arrivo a casa nei pressi del mezzo della notte, metto su l’acqua, verso un po dei pistacchi nel mortaio e comincio a picchiarli per bene, fino a farli diventare tante piccole scaglie di colore verdemelaverde.

li copro d’olio direttamente nel mortaio, aggiungo sale e pepe bianco e mescolo fino a che non diventa una roba omogenea.

la pasta che trovo aperta sono gli spaghettoni de cecco, cottura 13 minuti.

mentre aspetto che si cuociano metto insieme terrazzo, mare, luna, brezza, una birra appena aperta.

al trillo del timer ikea (rosso trasparente oltre che molto impreciso),  scolo, impiatto e ci metto quello che c’è dentro il mortaio, una cremina verde che lo spaghetto come la vede se la fa subito.

cucinato da Carvalho il 30/05/2009 | commenti (1)
ingredienti: pistacchi


 

Una questione di fegato

Il fegato è una cosa che si impara da piccoli. Una di quelle cose che ti rimangono addosso anche se non pratichi spesso, come nuotare o pedalare. E allora, quando è ora di ricominciare, meglio farlo un passo alla volta.
Per rimettere in forma il palato ci vuole un coniglio (da coppi o no, a seconda della preferenza o provenienza geografica) da lasciare marinare per una notte in aceto e un po' d'acqua.
Ogni pezzo, poi, va stretto a un rametto di rosmarino e arrotolato nella pancetta. Il tutto, così preparato -più il fegato cavato fuori fresco dal frigo-, si fa rosolare in olio, aglio e salvia finchè non sbianca bene la carne. Quindi gli si rovescia sopra una discreta quantità di vino rosso.
A fuoco lento il vino se ne va. Un altro po' lo bevo io aspettando, che male non mi fa.
Il gatto strepita che sta roba la vuole anche lui. Me le mangiassi io le sue scatolette al pesce dell'oceano!
Menre scalcio via la bestia affamata a pedate, rovescio il tutto in una teglia e butto nel forno. Duecento gradi, per un bel po'.
Mi ustiono tre volte per controllare e impreco a San Francesco Caracciolo patrono dei cuochi.
Se necessario, un filo d'olio e ancora un poco di vino, solo per non fare seccare troppo il piumone di pancetta.
Poi servo in tavola.
Agli altri il coniglio, per me solo il fegato.
Che è la fine del mondo (per noi che ci piace mangiare leggero).
Ah, naturalmente la bottiglia di vino è finita ben presto.  
cucinato da GinocchiaAPunta il 15/05/2009 | commenti (6)
ingredienti: fegato, coniglio


 

Delle due, l'una...

Non so come succeda, a volte il mio cervello guarda in una direzione e non vede/ si confonde. Mi capitava quando abitavo a Sun-Punk-Ratio: per me il mondo terminava su quel tratto della Via Emilia, e oltre era tutto un limbo bianco, senza tempo/ senza vita. Scrivevo lembi di pensiero, li gettavo rammaricato dalla finestra, sicuro che piombassero nel Nulla;  non mi accorsi che nel frattempo era terminata la costruzione del quartiere, e sotto di me v'era un brulicare d'inquilini, di clienti di bar/ di banche. Una parte di me ne era a conoscenza, come quando la pelle (e solo lei) registra la pioggia che ti si bagna addosso, ma RENDERSI CONTO è una cosa diversa. Le due ricette che quivi propongo, per me sono la medesima: scritte sullo stesso foglio, passatemi dalla stessa tipa, glabre e scarne di dettagli, in attesa di un briciolo di fantasia. Potete cucinare l'una o l'altra, per me è uguale, sono intercambiabili all'interno di un racconto o di una serata tra colleghi.

Sono torte. 300 grammi di farina, 150 di zucchero, 1/2 litro di latte, 1 bustina di lievito, 75 grammi di cacao. E questa è la base. Poi ci metti su 250 grammi di mascarpone + nutella q.b. ,che mica so quant'è, dipende quanto la vuoi scura. In forno a 180° per 20 minuti. Nemmeno ho capìto se la farcitura va cotta con tutto il resto o se la aggiungi dopo.

Oppure. Per la base 3 uova, 10 cucchiaj di farina, 6 di zucchero, 4 di olio, 1 tazzina di latte, 1/2 bustina di lievito.  Monti i chiari, poi aggiungi lo zucchero, poi i rossi già montati con olio e latte. In forno a 180° per 20 minuti. La bagni con succo d'ananas. La farcitura è 200 ml di panna mescolati con 125 grammi di philadelphia e marmellata ai frutti di bosco.
cucinato da michelesilenzio il 12/05/2009 | commenti
ingredienti: dolci


 

La bistecchiera elettrica

È perfetta anche per le patate, se tagliate finifini.

Lo so che eravate in pensiero..
cucinato da UnaStranaStrega il 08/05/2009 | commenti (1)
ingredienti: patate


 

sono a dieta

Mica che voglio dimagrire, è che ogni tanto il mio corpicino si ribella al mio stile (?) di vita, quindi le mani, in piena autonomia, sloggiano dal frigorifero alcool e schifezze per far posto a sanissimi alimenti.
Freschi, lo sanno - loro, che così mi obbligano a cucinare perchè fare andare a male i cibi mi infastidisce assai.
E stasera toccava al cavolfiore, lì in tutta la sua rotondità. Gigante. E la sola idea di mangiare tutta quella enormità in insalata mi faceva rabbrividire: vabbè sano però..
Quindi l'ho lessato a vapore e poi l'ho spantegato con una forchetta. Ci ho mischiato ricotta, parmigiano e un uovo e poi, senti bene, pan grattato fino a che la pappetta non sapeva anche di pane. Sale, pepe, noce moscata.
Poi ho preso lo stampo da plumcake, unto e cosparso di pangrattato, ho fatto uno strato con metà della pappadicavolo ed uno di erbette avanzate dalla sanissima cena di ieri ed ho coperto il tutto con l'altra mezza dose di cavoloinpappa. Forno - i soliti 180 gradi - per una mezzora et voila, ecco pronto un boh di cavolo e erbette.
Buono, ma gigante. La prossima ricetta potrebbe essere vellutata di boh (chissà come regisce un boh al brodo).
cucinato da UnaStranaStrega il 06/05/2009 | commenti (5)
ingredienti: torte salate, verdure, cavolfiore, erbette, menu vegetariano


 

antisionista non significa antisemita

Kosher (casher o come lo si voglia scrivere) in ebraico significa adatto e si usa comunemente per indicare il cibo che può essere mangiato da chi osserva la religione ebraica. Le regole che indicano cosa è kosher e cosa no sono complicatissime e oltretutto variano anche da comunità a comunità.
Comunque un piatto di spinaci saltati in padella con olio è sicuramente kosher. Lo è anche se sono saltati con cipolle, uvetta e pinoli, solo che è più buono.
Attenzione: quelli che sembravano una gigantesca quantità di spinaci dopo lavati (e sicuramente mentre li lavavo, accipicchia che seccatura) si riveleranno un misero pugnetto a cottura avvenuta.
cucinato da lise.charmel il 04/05/2009 | commenti
ingredienti: spinaci


 

Depressione e soliti rimedi.

La tua vecchia amica ti viene a trovare; la riconosci, è stata via un po' e sembra più abbronzata, magari è stata al mare, ma è sempre lei: accompagnata non da una falce bensì dal badile in ghisa, e sotto al cappuccio nero non un teschio ma la faccia di Ercule Poirot dopo una sbronza, perché è la Depressione, mica la Morte, eh?


"Oh, cara, qual buon vento?" -"Sei povero e ammalato" -risponde lei con piglio sicuro.  "...E piove da una vita".


Sai già cosa fare. In cucina, tiri fuori il cacao amaro, ne metti in una tazza una cucchiajata abbondante, di quelle che fanno la piramide di Cheope quando lo tiri fuori dal pacchetto (o meglio, dal sacchetto che è incollato dalla fabbrica sul fondo della scatola, mai capìto il motivo). Altrettanto di zucchero (per un risultato non troppo dolce). Un cucchiajo normale di farina e mescoli come Dio comanda (Ammaniti non c'entra). Un pizzico di sale, mezzo cucchiajo di miele liquido, due gocce di aroma vaniglia. Pian piano aggiungi cucchiaini di latte continuando a mescolare fino a ottenere un composto omogeneo ma il più compatto e solido possibile: è uno sbatti, una faticaccia, ma devi proprio far la giunta un pochino per volta, per un risultato perfetto. Poi apri il frigo e commetti un crimine contro la tua salute: hai presente ciò che ti sta fissando dalla ciotola verde e sbeccata? Sì, quella specie di cioccolata grezza. Afferri la stessa identica quantità di burro. A pezzetti, butti dentro e ricominci a mescolare, mescolare, mescolare finché ha tutto lo stesso identico (umore?) colore, e la stessa (divisa?) consistenza. 


Se vi piacciono i Lindòr e non volete sparare a Piero (povero Piero!), alla fine otterrete ciò che meritate.

cucinato da michelesilenzio il 01/05/2009 | commenti (1)
ingredienti: cioccolato


 

caldo-freddo

sì, faceva caldo, vero, a napoli era caldo, a teramo anche, a pescara pure, tranne stanotte sull’appennino, chè alle duecirca c’eran sei gradi, e il benzinaio non voleva saperne di uscire, te lo fai da te il gasolio…peggio per te amico, così invece che fare il pieno il freddo mi costringerà a fare ventitrentaeuri e basta, chè a fare il pieno mi congelo…

e così oggi un po’ di quel freddo mi è rimasto, e poi le stelle tremolanti sulla montagna potevano anche annunciare una giornata di sole, ma non è così…e così…

così…risotto alle patate e guanciale…

nel pomeriggio uggioso faccio bollire le patate (due) le pelo e le spezzetto…

mando avanti un brodo di prezzemolo e cipolla…

poi faccio soffriggere mezza cipolla e il guanciale…

faccio brillare una tazza di riso…

poi allungo col brodo e poco dopo aggiungo le patate…

metto anche qualche ago di rosmarino…

aspetto i quattordici minuti del carnaroli mescolando e pensando…

salo fino al punto…

alla fine manteco solo col parmigiano (senza burro che le patate già addensano abbastanza di suo)

cucinato da Carvalho il 18/04/2009 | commenti
ingredienti: patate, guanciale


 

LA SICILIA IN BOCCA

E' che a volte mi mancano i sapori e allora cerco di mediare fra la voglia di ripartire e la paura di farlo.
Quindi ecco che mi lancio in cucina a sporcarmi la mani di coccole e cose buone.
Mi ha regalato due sacchetti di pistacchi: quelli tostati e salati che conosciamo tutti e quelli naturali, così come sono.
Quindi, mentre mi spacco le unghie aprendo quelli salati da sgranocchiare fra una lacrimuccia e l'altra, prendo l'altro sacchetto e inizio a sgusciare questi pistacchi verdi verdi e quasi freschi, ottimi, mettendoli nel tritatutto insieme a una manciata di foglie di prezzemolo e uno spicchio di aglio fresco.
A parte, con tagliere e mezzaluna, trito il basilico con un rametto di maggiorana fresca del mio orto, all'attico di un palazzo di Torino.
L'olio è quello del sud: verde torbido e sapido, fantastico.
Faccio appena soffriggere nell'olio i pistacchi con il prezzemolo e l'aglio -finemente tritati- e poi aggiungo due cucchiai di ricotta di pecora e il basilico.
Salo solo un poco, una macinata di pepe nero e poi faccio fatica a non mangiarla così com'è, la mia salsetta.
Nel frattempo faccio cuocere una pasta fresca oppure una classica pasta che sia però concava, ad esempio le conchiglie.
Però, senti: io ho fatto le orecchiette. In salsa di pistacchi.
Minchia (è la Sicilia in bocca).
cucinato da lightofyoureyes il 18/04/2009 | commenti (5)
ingredienti: salse, pistacchi, ricotta


 

quelle sere che proprio..

Metti a scaldare del latte, 300ml, giusto un giro di valzer nel microonde (se ce l'hai) o un minuto sul fuoco. Togli, insomma, il freddo di frigo.
Versalo in una tazza.
Aggiungi un cucchiaino di zucchero di canna ed uno di nescafè.
Ruga con cura.
Apri il barattolo dei biscotti e pescane quattro.
Buttali nella tazza e aspetta sinchè non si ammorbidiscono ma senza disfarsi.
Pescali col cucchiaino.
Se sei così stanca e sminchiata da pensare che questa sia una cena, fila a letto. Fila!
cucinato da UnaStranaStrega il 10/04/2009 | commenti (5)
ingredienti: piatti unici


 

celo celo manca

dunque io dopo avere raccolto per anni in maniera quasi feticista una sessantina di numeri de "la cucina italiana" e "Sale&Pepe" ora vorrei liberarmente. loro sono in perfetto stato. a differenza di me.

forse si chiama principio di schizofrenia, forse si chiama cambiatutto, forse è la primavera.

Chi li vuole se li viene a prendere in Brianza. Offro anche un bicer de vin. Cosa vuoi di più dalla vita?

cucinato da miaperfidia il 02/04/2009 | commenti (6)
ingredienti:


 

biscotti agri come il sonno già perso.

Cerchi un sapore nuovo, dissimile da quelli cui ti hanno abituato i vari dolci preconfezionati, panettoni, merendine, creme. Qualcosa che non sappia del solito zucchero modificato, aspartame, sciroppo di glucosio-fruttosio, oli vegetali grassi con addizione di cacao magro e latte in polvere.  Allora ti sistemi la Zofi sulle ginocchia, ti piazzi di fronte a youtube, e il percorso per far addormentare questa bestiolina di 5 mesi è lungo: 8 versioni di Allelujah (da quella di Cohen alla colonna sonora di Shrek, passando per Jeff Buckley), poi due balli sfrenati con la dance di David Guetta. Sono le undici di sera quando stai mescolando 400 grammi di farina di segale integrale con 100 di zucchero, 100 di mielata, 100 di olio e due uova. Fai tutto a mano, gli ingredienti non sono convinti di volersi amalgamare, procedi con la forza della disperazione. La mostriciattola ronfa in camera, spossata, manco fosse stata lei a ballare con te in braccio. Triti col coltello la buccia di due limoni, l'aggiungi all'impasto, il succo pure, con mezzo bicchiere di birra. Ti duole la spalla destra. Passi ad argomenti più leggeri: qualche goccia di fior d'arancio, lievito q.b. per 500 grammi di farina, zenzero q.b. per sporcare bene due vassoj di biscotti.


Accendi il forno, ovvio che sia a 180, fai dei bastoncini di mela. Su due vassoj adagi, ajutandoti con due cucchiaini, queste specie di crumiri molli, e sopra essi ecco la suddetta mela. Li tiri fuori quando senti quasi odore di bruciato: la parte più esterna sarà brunita. Spolveri con zucchero al velo. Pare tutto perfetto, ma percepisci ad un tratto un distinto lamento, pianto di bimba di là che t'aspetta... 

cucinato da michelesilenzio il 31/03/2009 | commenti
ingredienti: biscotti


 

mai farsi domande quando le cose vanno bene

Assolutamente non chiederti a quale inverno risale la fetta di zucca che fa capolino dal freezer. NON FARLO. Prendila così com'è e sbattila in forno - fosse per me i forni li potrebbero fare con un'unica temperatura: 180° - per una mezzora. Dovrebbe diventare morbida abbastanza da farne una poltiglia. Aggiungi dello zenzero fresco grattuggiato. Non chiederti quando lo zenzero non può più essere definito fresco. NON FARLO. E aggiungi farina bianca sino ad ottenere la consistenza della pasta da gnocco. E arrivato lì, ovviamente, fai gli gnocchi.
Poi, siccome in quella mezz'ora di tempo in cui la zucca cuoceva hai pensato bene di prepararti un bagno caldo, fallo. Quando hai finito cuoci gli gnocchi in abbondante acqua bollente (NO, NON NELLA VASCA!) che tanto ci mettono un attimo e se ce l'hai condisci con burro e parmigiano. Io non ce l'ho, il burro, e allora uso olio crudo.
E posso dirti che zucca+zenzero di età sospetta + farina + bagno + olio + parmigiano fanno una gran cosa. E chissenefrega del percome.
cucinato da UnaStranaStrega il 25/03/2009 | commenti (11)
ingredienti: primi, zucca


 

Pozione

Ne parlano tradizioni antichissime  nei Testi Sapienziali di ogni dove.
La nostra epoca, dove si è persa l’Unità di Base del Tutto che Tutto pervade e non sa più ascoltare il richiamo del Cuore, dimentica le Vie per curare i mali del corpo, che altro non sono che mali della Mente, ostinata in una dimensione di monade e ostile alla Fusione della Diversità nell’Unità.
Però il Cinas, caduto ammalato di forte raffreddore, dovuto chiaramente ad un deflusso di Energia Vitale, ebbe un tempo la Visualizzazione di una Pozione che attenua e ristabilisce.
 
Quindi; abbondante uischi da supermercato, zenzero in polvere o in pezzi o come vuoi, cannella come vuoi, chiodi di garofano, scorza di limone, miele, un minimo di noce moscata.
Scaldi tutto quasi ad ebollizione, metti in una tazza  e bevi. Sembra alcoolicissimo ma in realtà è solo perchè è caldo, che l’alcool evapora con il calore.
Fa bene. Se non fa bene, è buono, accontentati.
cucinato da cinas il 25/03/2009 | commenti (2)
ingredienti: tisana


 

metti una sera a cena

Una di quelle sere in cui decidi di aver voglia di cucinare ma non anche di andare a fare la spesa.
Guardi il frigo e la dispensa, qualcosa c'è.
E allora chiami l'assaggiatore malcapitato (ma quando mai...) e gli dici: ven sì ninin, che ho voglia di cucinare e mi fa pena il pensiero del tuo riso in busta -ma questo non gliel'ho detto-
Ricotta fresca, di quella che si consuma in giornata. Le noci fresche -ma vanno bene anche quelle di natale, caso mai ve ne fossero avanzate- e poche altre cose.
Trito le noci con mezzo spicchio di aglio, aggiungo la ricotta e un po' d'olio (a me l'olio piace che si senta: poco, ma gustoso). Una macinata di pepe, una bustina di zafferano in polvere, un pizzico di sale.
Nel frattempo metto su l'acqua per i fagottini al radicchio, allungo  la salsetta con un po' d'acqua di cottura e le faccio prendere temperatura sistemandola in un tegamino a fuoco bassissimo.
Scolo i fagottini e giù a immergersi nella bagnetta (in piemonteis).
Buoni, anche di più.
cucinato da lightofyoureyes il 25/03/2009 | commenti
ingredienti: salse, noci, ricotta


 

La Riri-cotta dolce dietetica a volte

Il fatto è che la Riri, in realtà, è la mia figlioletta di 5 mesi, e pesa otto dico 8 chili. E io, che notoriamente sono pazzo, mi son messo in testa di cuocere di nuovo la ricotta. Anzi, il vero fatto è che sono innamorato. Comunque, le dosi sarebbero: uno scatolino (250 g)di ricotta, una stecca (100 g) di cioccolato fondente al 70% (o più)di cacao, un uovo, un cucchiajo di farina e uno di zucchero. Unisci gli ultimi due così la farina non fa grumi, dopo aver mescolato aggiungi l'uovo e la ricotta e la stecca sbriciolata in pezzetti, metti in forno per mezz'ora a 180 gradi. Però se non sei a dieta puoi aggiungere una bustina di vanillina, raddoppiare il cioccolato, unirvi mascarpone e amarene fabbri, dipende quanto sei goloso e slovato. Buona tiepido-calda ma pure fredda. Io sono pure pazzo, dicevo, e penso che stanotte dormirò in macchina.

cucinato da michelesilenzio il 24/03/2009 | commenti
ingredienti: cioccolato, ricotta


 

Come dare una svolta etnica a sacchetto muffito del frigo

Ti compri la verdura biologica quando hai gli accessi di salutismo. Accessi che finiscono subito dopo aver pagato l'acquisto, come se bastasse tenere la verdura in frigo per essere più sani.
Te ne vai alle fiere del consumo critico per adottare uno stile di vita consapevole, che poi fa a pugni col tuo desiderio di vestiti alla moda e un sacco di altre cose. Ma insomma, ci provi.
Per la premessa al punto uno il risultato è che ti trovavi in casa tre carote che stavano velocemente per prendere la via della spazzatura. Per la premessa al punto due, mentre girovagavi per gli stand sei stata placcata da una delle venditrici di libri di Terre di Mezzo, che ti ha abilmente convinta dell'acquisto di un ulteriore libretto di ricette, di quelli che tu sfogli sempre volentieri e morire se li usi una volta.
Epperò nel libretto la ricetta più facile comprendeva l'uso delle carote e di pochissimo altro, che per miracolo avevi già in casa (nella tua dispensa manca sempre qualcosa). E poi ieri sera eri a casa da sola, perciò hai aperto il libretto, tagliato le carote pulite a rondelle (nel libro diceva di grattugiarle, ma faceva veramente troppo ospedale), le hai condite con il succo di un'arancia, olio, sale, pepe, un cucchiaino di zucchero di canna del commercio equo, una spolverata di cannella e una manciatina di mandorle sbriciolate.
Non ci potevi credere: era pure buona!

cucinato da lise.charmel il 17/03/2009 | commenti (2)
ingredienti: arance, carote


 

minestra d'ortiche

O anche vellutata d’ortiche – che suona meglio. Insomma, prendi una pentola, ci affetti amorosamente mezza cipolla, un sedano, due carote, tre patate, quattro zucchine – il climax è ovviamente indispensabile –  e fai soffriggere per un po’ in olio e un pezzettino di pancetta o guanciale.  Poi ci metti l’acqua e assieme un dado vegetale, meglio se bio. Poi vai fuori con i guanti di gomma  - ah, sì ecco, questo è un po’ il problema,  che devi stare in un posto vicino ad un campo d’ortiche – e ti prendi un bel po’ di foglie d’ortica (tutti che ne raccomandano la giovinezza e la freschezza: secondo me è uguale anche se sono più mature) e le metti a bollire. Ma tante, eh.

Poi frulli tutto. Io poi ci metto sopra delle esili foglie di toma (formaggio, per gli stranieri) di alpeggio.

È ammesso il primo assaggio minuscolo e sospettosissimo, che vabbè che tutti dicono le ortiche cotte non fanno niente, però.

 

(evvai con il tag "ortiche")

cucinato da cinas il 12/03/2009 | commenti (3)
ingredienti: minestre, ortiche


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